Normativa

Protezione dei lavoratori isolati

18/09/2018

Per “lavoratori isolati” si intendono persone tenute a lavorare da sole, senza una sorveglianza diretta o la presenza di altri colleghi che, in caso di malore, infortunio o incidente,  possano immediatamente prestare soccorso.

Di seguito si riportano alcuni esempi di categorie di lavoratori isolati (elenco non esaustivo):
- Lavoratori nel settore scavi e movimento terra
- Autotrasportatori
 - Addetti celle frigo
- Tecnici di pronto intervento (energia elettrica, gas, acqua, elettricisti, idraulici, impiantisti  ecc.)
- Addetti ai servizi di vigilanza ed alle guardianie sia notturne, sia diurne
- Addetti alle pulizie
- Lavoratori agricoli

Fattori di rischio
Nel caso di lavoratori isolati il fattore di rischio principale (da valutare e per il quale adottare misure e procedure di prevenzione e protezione) è relativo all’organizzazione dei soccorsi in caso di malore o infortunio del lavoratore. 
In tal circostanza i fattori addizionali di rischio sono i seguenti:
- impossibilità o limitata capacità, da parte del lavoratore stesso, di allertare i soccorsi all’esterno del luogo di lavoro;
- difficoltà o impossibilità dei soccorritori, se e quando allertati, di accedere all’interno del luogo, dove è necessario l’intervento;
- ulteriore difficoltà ad individuare esattamente, una volta all’interno, il punto intervento in caso di situazioni complesse.
Tali fattori addizionali di rischio comportano inevitabilmente il ritardo dell’intervento con effetti a volte fatali.

Possibili misure di prevenzione e protezione per lavoratori isolati:
 
In base alle situazioni lavorative specifiche di ogni azienda è possibile ricorrere a strumenti di natura tecnica,  organizzativa, procedurale in modo da scongiurare tali rischi.
 
Misure tecniche:
Generalmente utilizzati sono i cosiddetti dispositivi “uomo  a terra” che monitorano in tempo reale la capacità di spostamento del lavoratore e le accelerazioni (in caso di cadute ecc.), dispongono di un Gps e trasmettono l’allarme a dei numeri di telefono sempre reperibili che possano contattare il lavoratore ed allertare i soccorsi. Si tratta di dispositivi con costi ormai relativamente contenuti.
In alcuni casi è possibile disporre di sistemi di telecamere con monitor remotizzati e presidiati da un operatore che possa contattare il lavoratore e, nel caso, allertare i soccorsi.
 
Misure organizzative e procedurali
Si tratta di misure alternative che possono prevedere, ad esempio, dei contatti telefonici con cadenze temporali predeterminate o altre misure sostitutive (tacitare di allarmi ecc.) volti a determinare l’attività del lavoratore.
 
Entrambe le misure devono essere supportate da idonee procedure scritte, note ai lavoratori.
Ovviamente ogni azienda ha le proprie caratteristiche e necessità per cui l’analisi e la determinazione della corretta misura di prevenzione e protezione è, come potete immaginare, assolutamente soggettiva.
 

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