News

CHIARIMENTI IN TERMINE DI SANIFICAZIONE

CHIARIMENTI IN TERMINE DI SANIFICAZIONE

11/06/2020

Informazioni più precise, assieme a una definizione del termine “sanificazione”, arrivano dalla circolare del Ministero della Salute del 22 maggio la n. 17644, che indica in che modo vadano attuate le misure contenitive del contagio in particolare per quanto riguarda la disinfezione di abbigliamento, superfici di contatto e ambienti interni.

Sono piccolissime goccioline d’acqua, fatte principalmente da saliva infetta espulsa con il respiro, la tosse e gli starnuti, a contenere il virus Sars-CoV-2 e i Coronavirus in generale a costituire il veicolo primario della diffusione.  Se le goccioline si depositano su oggetti o superfici, possono rimanervi per un certo periodo di tempo, contribuendo alla diffusione del virus se esse vengono poi toccate con le mani e successivamente le mani vengono portate al viso e alla bocca. Il periodo di sopravvivenza del virus non ha ancora una determinazione precisa, ma i dati sperimentali fanno ritenere che il virus rimanga sulle superfici mediamente per due o tre giorni su tessuto, legno, banconote, vetro, e per un tempo doppio su plastica e acciaio. Attenzione perché le prove di laboratorio hanno rilevato comunque solo la presenza di RNA virale: questo non vuole automaticamente dire che il virus su una superficie sia potenzialmente infettivo. La superficie su cui il Coronavirus Sars-CoV-2 sembra rimanere attivo per il maggior numero di giorni sono proprio le mascherine portate sulla bocca: mediamente, il Coronavirus rimane presente per cinque o sei giorni nella parte interna, e almeno per 7 giorni all’esterno; dunque se le mascherine non vengono cambiate con molta frequenza (almeno ogni 4 ore) non solo non proteggono, ma potrebbero contribuire a diffondere il Covid-19, soprattutto se tolte senza fare attenzione, appoggiandole da qualche parte, e non smaltite immediatamente e correttamente.

La circolare ministeriale in esame fornisce poi una definizione ufficiale del termine ‘sanificazione’: come  l’insieme delle singole operazioni di pulizia e/o disinfezione di tutte le superfici e mantenimento della buona qualità dell’aria. Tale procedura di sanificazione deve essere fatta solo con prodotti autorizzati (ad azione virucida: presidi medico chirurgici come dal Decreto presidente della Repubblica 6/1998, o ad azione biocida regolamentati UE 528/2012), includendo la descrizione dei modi in cui vengono fatte e abbinandole alle operazioni di pulizia con acqua e detergenti neutri (con registrazione riportante data, ora e persone responsabili, e conservazione delle registrazioni). ‘Sanificare’ dunque significa occuparsi dell’igiene del proprio ambiente di lavoro a tutto tondo senza trascurare la necessità di una buona ventilazione e ricambio dell’aria. Non manca, da parte del Ministero, la raccomandazione di fare un uso attento e responsabile dei prodotti per la disinfezione: alcuni di essi, ad esempio, se mescolati possono diventare molto pericolosi e dare luogo a fumi tossici, come la candeggina usata assieme ad altri detergenti comunemente reperibili sul mercato: leggere sempre con attenzione le indicazioni riportate sull’etichetta e, nel dubbio, chiamare un professionista almeno per informarsi.  Per quanto riguarda i prodotti professionali, meglio se usati da parte di professionisti, che hanno a disposizione anche i dispositivi di protezione adatti per ciascun uso. 

Inoltre ai fini ispettivi ed in caso di controllo le indicazioni circa i luoghi sanificati, la tipologia di prodotti utilizzati (con allegazione dei documenti comprovanti la natura del prodotto) e l’intervallo di tempo fra un intervento e l’altro, sono tassativamente indispensabili per dimostrare l’efficacia e l’adeguatezza della sanificazione. 

La circolare detta poi le misure organizzative che qui si riassumono brevemente: 

Definire  una procedura di azione e una pianificazione preventiva
Aggiornarla secondo le istruzioni delle autorità sanitarie
Effettuare la registrazione delle azioni intraprese, specificando data, ora, persone responsabili, ecc. e salvare tutta la documentazione che può essere generata.
Incentivare la massima collaborazione di tutte le persone dell’organizzazione nell’adozione di misure preventive e nel  loro monitoraggio
Informare e distribuire materiale informativo ai lavoratori:

– misure di igiene personale e collettiva
– criteri stabiliti dall’autorità sanitaria per definire se una persona è stata contaminata
– le linee guida per l’azione di fronte a un caso sospetto COVID-19

A ciò si aggiunga che se il posto di lavoro, o l’azienda non sono occupati da almeno 7-10 giorni, per riaprire l’area sarà necessaria solo la normale pulizia ordinaria, tuttavia, nelle aree geografiche a maggiore endemia o nelle aziende in cui si sono registrati casi sospetti di COVID-19, in aggiunta alle normali attività di pulizia, è necessario prevedere, alla riapertura, una sanificazione straordinaria degli ambienti, delle postazioni di lavoro e delle aree comuni.

E l’ozono? Eventuali procedure “fatte in casa” con ozono, cloro e perossido d’idrogeno, oltre che poter essere pericolose, non sono né autorizzate né considerate valide dal Ministero della salute ai fini della disinfezione. L’uso di queste sostanze è riservato a contesti particolari, da esaminare caso per caso, e può essere fatto solo da personale che possiede requisiti tecnici e operativi. 

Il Ministero afferma che tali procedure di sanificazione non sono assimilabili a interventi di disinfezione.  Sono sostanze generate in situ che non sono autorizzate come disinfettanti, e quindi attualmente non possono essere utilizzate in attività di disinfezione.

Per quanto riguarda ozono, cloro e perossido d’idrogeno, quindi, la parola e l’attività non possono che essere lasciate al professionista!


Dott.sa Francesca Basso

Contattaci

I nostri contatti


MB Consulting s.a.s. di Mario Basso & C.

Galleria Roma, 70 - 20077 Melegnano (MI)

Tel.: +39 02.98.39.118
Tel.: +39 02.98.12.65.25
FAX: 02.70.04.70.78

Email: info@mariobassoconsulting.it

Hai qualche domanda?

Scrivici


I nostri Clienti